L’anti-galateo del vino

Non è solo questione di bon ton, ma di buon senso

 

Il mondo del vino è pieno di regole, da come stappare una bottiglia alla scelta del calice giusto, da come versare il vino alla corretta temperatura di servizio.

 

Ci sono dei gesti però che molti ignorano, che fanno parte della cattiva educazione del vino e dello stare a tavola, potremmo definirlo una sorta di anti-galateo. Non si tratta solo di un vezzo da alta società, ma di universali buone maniere che tutti dovremmo conoscere e adottare.

 

L’elenco è piuttosto lungo, ma alcuni gesti più di altri per me sono davvero fastidiosi.

 

I 10 gesti da evitare

 

Come la stappo?

 

Stappare una bottiglia sembra un gioco da ragazzi, eppure troppo spesso capita di vedere giocolieri aprire bottiglie tenendole sospese per aria come se fosse un gesto atletico di cui vantarsi. Ebbene no, la bottiglia deve essere sempre saldamente appoggiata sul tavolo o comunque su un piano di appoggio. Inoltre, è bene che ruoti solo il cavatappi: la bottiglia, la tovaglia e lo stappatore dovrebbero rimanere fermi.

 

Si annusa solo il tappo

 

Potrebbe sembrare uno scherzo ma non lo è, ho visto persone annusare il vino dal collo della bottiglia per cogliere eventuali difetti del vino.

Senza gesti plateali, annusare il tappo, o il vino dal calice, è più che sufficiente per individuare possibili alterazioni del vino. Nel caso non lo fosse, l’assaggio fugherà ogni nostro dubbio.

Per approfondimenti: “Difetti del vino: iniziamo dal tappo” e “La degustazione: ossidazione e riduzione”.

 

Il bicchiere, quanto lo riempio?

 

La regola è semplice: non andare mai sopra i due terzi. Se poi abbiamo a che fare con un calice da vino rosso, considerata la grandezza della coppa, un terzo della capienza sarà più che sufficiente.

C’è solo un modo giusto per tenere il bicchiere

Sembrerà un’ovvietà eppure, ovunque mi giri, vedo gente lasciare ditate su quei poveri vetri. Non è solo una questione di estetica: il calice va tenuto dallo stelo, o addirittura dalla base, per non alterare la temperatura ideale del vino ed evitare che dopo due sorsi il nostro bianco preferito sia già caldo. Inoltre, il profumo della nostra mano potrebbe interferire con gli aromi del vino, privandoci del piacere di percepire le sfumature tipiche del vino che con tanta cura abbiamo scelto.

 

No ai bicchieri di plastica

 

Inutile dirlo ma è sempre meglio precisare: il vino non va mai servito nei bicchieri di plastica, nemmeno se si tratta di una delle versioni più eleganti, quelle per intenderci che scimmiottano i calici in cristallo. Purtroppo non è così improbabile ritrovarsi a un evento, magari anche chic, a sorseggiare una delicata bollicina in un fantastico bicchiere di plastica. Un gesto di pura incoscienza che inquina il mare, il suolo e la nostra esperienza degustativa.

 

Far roteare il bicchiere prima dell’assaggio

 

Una pratica che ha senza dubbio senso se ci ritroviamo ad una degustazione, se però siamo al ristorante o a casa in compagnia di amici, fare gli esperti roteando vorticosamente il vino nel calice, contemplando il bicchiere per interminabili minuti, scimmiottando intenditori e sommelier, spesso ci rende solo sia ridicoli. Senza considerare poi che le figuracce sono proprio dietro l’angolo.

L’assaggio del vino dovrebbe essere rapido e soprattutto discreto. A mio parere è sufficiente osservare il vino per escludere eventuali difetti o alterazioni - a meno che non si tratti di un vino non filtrato - e avvicinare il calice al naso per escludere sentori di tappo o di ossidazione. Stop!

Tra parentesi, evitiamo di alzare il bicchiere dal tavolo mentre ci versano il vino o di spostarlo quando pensiamo sia sufficiente, dite semplicemente che basta così.

 

Capovolgere la bottiglia vuota nel cestello del ghiaccio

 

Sembra cool ma non lo è. Molti credono sia un modo per far capire ai camerieri che la bottiglia è finita e debba essere sostituita. In realtà non serve, è brutto, non ha alcun senso e aggiungerei anche un po’ da cafoni. La bottiglia finita deve semplicemente rimanere sul tavolo: il cameriere o il padrone di casa penserà a portarla via.

 

E’ ora dello spumante

 

Apriamo con il botto? Sciaboliamo? E se invece lo stappassimo con delicatezza?

Pensate a tutte quelle meravigliose bollicine che aspettano solo di venire alla luce per deliziare il nostro palato e non per essere irrimediabilmente disperse nell’etere.

L’apertura dello spumante dovrebbe essere silenziosa e discreta; controllando con la mano la spinta del gas, dal tappo uscirà un soffio, quasi un sussurro, lo chiamano il respiro dell’anidride carbonica: non lo trovate romantico?

 

I botti non sono per nulla eleganti, nemmeno nelle grandi occasioni e, a dirla tutta, la moda di sciabolare ovunque, con qualsiasi oggetto, in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo, non la capisco proprio! Ma a quanto pare, non sono l’unica a trovarla poco fine: per nulla gradita ai puristi del galateo, in alcuni ambienti questa pratica è ormai vista come un puro esercizio di stile e ritenuta anche un po’ volgare.

E pensare che le storie legate al sabrage (dal francese sabre cioè sciabola), sono molto affascinanti, con leggende che attribuiscono addirittura a Napoleone la prima sciabolata della storia.

 

Brindiamo

 

Mi spiace davvero rovinarvi la festa, ma in teoria il brindisi non prevede accompagnamenti vocali in nessuna lingua né tantomeno tintinnamenti di bicchieri. Oltre ad essere particolarmente fastidioso, questo gesto impone ai commensali contorsionismi degni del Cirque du Soleil per riuscire a far tintinnare il proprio bicchiere contro i calici di tutti gli altri partecipanti.

Un modo educato di brindare? Sollevare il calice e porgere un sorriso verso il festeggiato.

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Commenti: 1
  • #1

    Rocca Giuseppe (venerdì, 21 ottobre 2022 19:05)

    Ciao. Tutto ok però qualche volta un tintinnio di bicchieri è carino,dai���